Verde

Quando piango, quando piango davvero tanto e mi sento esausta, entro nel bagno e mi metto davanti alla specchiera. Accendo le luci.

Inizio a scrutare i miei grandi occhi affogati nelle lacrime, le ciglia zuppe e lucide che si uniscono in piccoli ciuffetti, il colore delle iridi, adesso, inusualmente verde.

Verde è il mio colore preferito, il colore con il quale avrei voluto fossero tinti i miei occhi, perchè sarebbero stati più belli così.

C’è qualcosa di catartico in questo sciocco rituale, per un momento mi distraggo dal vero problema e mi concentro su quel momentaneo cruccio estetico.

Concentrasti sui difetti dell’involucro fa meno male; sono quelli dell’anima che dilaniano.

Cambio di programma

Ero arrivata ad un passo, mancava così poco per tagliare quel traguardo che molte ragazze, molte donne, sognano.

Ho visto il nastro teso, pronto ad essere strappato, ma non era più quello che volevo… almeno non in quel momento e non in quella maniera, non con quella persona.

E la vita cambia, drasticamente, anche se non sei pronto, perchè la vita cambia e non ti chiede il permesso.

Ho visto morire una delle persone a me più care, ho visto un’amore grande grandissimo finire, ne ho visto un’altro appena nato piegarsi alla realtà di non essere contraccambiato.

Mi sono accorta che nella vita so sbrigarmela da sola, ho capito che devo farcela da sola anche sentimentalmente. Ho capito che nella teoria delle leggi del cuore sono molto brava ma non altrettanto nella pratica.

Spero in un’altra delusione, spero che mi faccia accettare il fatto che solo alcune bambine diventano principesse, tutte le altre diventano donne….

Se sopravvivo

Ho così tante critiche da fare, tanti sassolini nella scarpa da togliere che potrei riempire pagine e pagine… Atteggiamenti nella vita reale e soprattutto in quella social. Vorrei ragionare su questi fastidi e metter su un discorso per lo meno logico e strutturato, condito con qualche base didattica.

Ah vorrei, vorrei…

Spero solo di riuscire a sopravvivere a questo ultimo anno e riprendere le fila del mio intimo essere….

A fare del bene agli asini, tirano calci

Famigliari, amici, conoscenti, non importa con chi tu stia avendo a che fare, più ti sdireni a fare piaceri, servizi e gentilezze e più  ricevi in cambio merda. Palate di merda.

Ogni volta mi dico “la prossima volta non faccio più nulla per nessuno” e poi mi ritrovo a ĺasciare indietro la mia vita per il bene della famiglia. Da quanto sono stufa, sto cominciando a dubitare che i miei gesti siano amore verso le persone a cui tengo, sono sempre più  convinta che io faccia, stupidamente, tutto ciò per mera convenzione; perché è  bene che sia fatto o così.

Non mi ribello con le azioni,ma il cinismo galoppa, sia mai che un giorno diventi rabbia incontenibile….

Se tornassi?

Son quasi otto mesi che non scrivo più. Forse perché non mi piace più cosa ho scritto qui, forse non so più di cosa scrivere. Mi sto sfogando più collezionando che scrivendo… però ho tanta nostalgia di questo blog! Chissà se troverò di nuovo un senso da dare a questo diario… Se facessi emergere anche la parte “collezionista” e modaiola di me? Sarebbe impossibile farla convivere con i miei racconti, pseudo sfoghi/riflessioni?

Per adesso so solo che amo ancora gli anni ’80 e sprecare così questo fantastico template per un blog inattivo è così triste…

Se deciderò di continuare finalmente mi firmerò col mio nome. Non ho bisogno di pseudonimi per esprimere tutti i miei riflessi.

Post idiota e riflessione seria sul blog

Leggendo questo post della vigilia, delle attese… di quel che sarà! ho incominciato a ritlettere…. Ma perché se in tempi passati, nonché in piattaforme diverse, avevo millanta seguaci, likes e miliardi di commenti, adesso come picco di visualizzazioni ne ho 10 a settimana? Bhe ho fatto una piccolo elenco di vari motivi:

-la gente è pigra e non commenta;

-seguo troppe poche persone e quindi non sono molto conosciuta;

-io sono pigra, non commento e di rimando nessuno si prende la briga di ricambiare;

-sono pigra parte II e posto poco;

-dieci anni fa i blog attiravano più attenzione di adesso;

-ero una mocciosa e scrivevo cose da mocciosi e per mocciosi=riuscita assicurata;

-quello che posto fa schifo (sia mai questa la vera causa?);

-sono troppo geniale per esser capita (dubito fortemente).

Ma per un momento lasciamo stare tutte le mega cazzate che ho scritto, la verità è che spesso non ho molti stimoli per continuare a scrivere e postare quello che mi interessa. Non m’interessa avere un gran numero di “mi piace” o di follower, mi piacerebbe soltanto avere riscontri, scambi di opinioni anche sotto i miei articoli. Mi rendo conto che la quantità di testo è diminuita in favore della multimedialità, ma questo perché spesso e volentieri le immagini con una piccola didascalia o delle canzoni con annessi video, esprimono tutto quello che c’è da dire, senza dover aggiungere altro. Non so, magari il penultimo punto che ho elencato rispecchia la verità… non so davvero… chissà magari prima o poi mi tornerà il verve di scrivere post chilometrici e forse saranno più apprezzati delle mie fiugurate epifanie!

caucasian Michael Jackson

… e se?

Nel numero 4 di Colors Magazine troviamo l’articolo “… what if?” che, oltre a contenere le foto scandalo di un Papa Giovanni Paolo II dai lineamenti asiatici e una Regina Elisabetta di colore, ci propone uno spettacolare ritocco che ha come protagonista Michael Jackson, biondo con occhi azzurri.

Colors Magazine issue 4 “Race”, Giugno 1993.

“Il Manto e la Pelle”

"Pelle" 1973

“Pelle” 1973

della collezione "Il Manto e la Pelle"

della collezione “Il Manto e la Pelle”

Mi ha colpito incredibilmente il balzo che Nanni Strada compie dalla collezione “Giù dal corpo” a “il Manto e la Pelle”. Una frattura estetica strabiliante e un continuum concettuale in evoluzione. Dalle forme geometriche che coprono il corpo a quelle tubolari, dei primi abiti senza cuciture, che lo avvolgono.

Viaggi nella memoria

Ogni volta che viaggio, ti penso.
Non ti giudico più, né bene né male.
Persiste solo il ricordo di quella strana sensazione,
un misto di felicità  e agitazione.
Ecco cosa provavo quando venivo da te…

Sarà perché sta arrivando Natale…

ma non faccio altro che immaginarmi a zonzo per il centro storico, infagottata in strati su strati di magline e maglioni, col naso rosso per il freddo e un sacco di borse piene di vestiti. In alterativa mi vedo bene anche a chiaccherare in un bar assieme ad un’amica, bevendo cioccolata calda, mentre il sole cala e si accendono le luci artificiali.

Ma guardiamo in faccia alla realtà, siamo ai primi di dicembre e il freddo non l’ho visto neanche col cannocchiale, non ho più un soldo bucato, devo star attenta a non ingrassare e soprattutto non ho avrei il tempo per cazzeggiare.

Infondo la verità è che, se sostituisci il lungomare al centro storico, le t-shirt ai maglioni, il sudore al naso freddo e un gelato alla cioccolata, il risultato non cambia.

Perché parlando tra noi, francamente, sarà perché non ho voglia di studiare…

Estensione della pelle

Secondo Marshall Mc Luhan l’abbigliamento è il medium che estende/amplifica la pelle.

I vestiti esprimono la personalità e gli stati d’animo di chi li indossa -in questo momento mi sento una trasformista-.

Ti proteggono dal freddo.

Ti nascondono e allo stesso tempo ti danno in pasto agli sguardi altrui.

Gli abiti segnalano l’appartenenza ad un gruppo -sono differente da tutti i componenti della mia comitiva-.

Se il vestirsi è uno dei media, allora voglio comunicare tutte le mie accezioni.

Helmut Newton “They are coming II” 1981

I’m starting with the woman in the mirror

E’ iniziato tutto quest’estate in cui l’insoddisfazione, la delusione e i dolori hanno destabilizzato la vecchia Mariko.

Adesso sono perennemente ossessionata dal cibo ma ho -quasi- il corpo che voglio, vesto come mi pare, accetto il mio riflesso, sono ancora più smaliziata e vintage.

Benvenuta Larissa che cerchi di controllare la tua vita come fai col peso, che vuole passare osservata, che indossa ciò che pensa.

Chissà, magari con il nuovo design del blog cambierò anche il colore dei capelli.

P.S.  Ogni riferimento a nomi di personaggi o canzoni è puramente intenzionale.

Prima di mezzanotte

Finalmente ho visto l’ultimo film della trilogia dei “Before” di Richard Linklater, certo niente a che vedere con il capostipite ma, anche questa volta la visione mi ha fatto riflettere (magari non sono così marcia come penso).
Adesso ascolto la mia dose di musica anni ’90, rimpiangendo quei tempi in cui davvero non avevo altro a cui pensare se non giocare, e penso a quella maledetta entità così simile a me che se ne fotte di me.
Entità, perché le esperte -anche dette amiche- dicono che idealizzo la persona.
Passi la vita ad elargire consigli da donna di mondo e poi non riesci neanche a smaltire una sbandata di un mese, divertente, esilarante.
Datemi una macchinetta del tempo, (si macchinetta, niente di impegnativo, devo solo affrontare un gap temporale di 20 o 30 anni), un bel vestito e una discoteca. Magari durante il viaggio di ritorno acquisto un po’ di senno.